Calixthe Beyala - Come cucinarsi il marito all’africana - di Silvia Cioni

All’apparenza può sembrare la solita storia d’amore condita di ricette - un genere lanciato da Laura Esquivel con “Dolce come il cioccolato” ormai trent’anni fa. In realtà c’è parecchio di più.

Tanto per cominciare le ricette sono africane: e se la zuppa di pesce (che in realtà si chiama pépé-soupe, e prevede un apposito miscuglio di spezie da comprare in apposito negozio etnico), il pollo ai limoni verdi o il vitello alle verdure non creano problemi a replicarle in una qualsiasi cucina occidentale salvo il problema di reperire un po’ d’olio di palma, quando entrano in ballo antilopi, coccodrilli, serpenti boa e tartarughe verdi la faccenda si fa più complicata, anche se quasi sempre l’autrice offre una alternativa facilmente reperibile. E poi, siamo davvero sicuri che la murena abbia un sapore simile al serpente boa? Difficile per noi controllare - anche se, certo, purché il piatto risulti gustoso, cosa ci importa di controllare?

Ricette africane, dunque, naturalmente cucinate per conquistare un uomo - dunque ricette piccanti e, presumibilmente, afrodisiache. Ricette che senza dubbio rallietano assai il palato dell’ambita preda, e pure quello della predatrice, ma  che sulla predatrice hanno un effetto ancora più importante, perché la aiutano a recuperare le sue origini - compito non facile, quando da nera ti sei trasformata in bianca.

Stando in Francia, Aissatù si è convinta che il destino delle bianche è d’oro, perché le bianche hanno maggior consapevolezza del bene e del male e perché sanno quando spingersi e quando fermarsi. Così si stira i capelli con lo Skin Succès forte, si esfolia la pelle  con la Venere di Milo e soprattutto è diventata magra, molto magra, praticamente una tavola da surf - e perciò bellissima secondo gli uomini bianchi, ai quali piacere è cosa buona e giusta. La sua deprimente alimentazione prevede carote crude, ramen istantanei e consimili prelibatezze, mangiate per giunta senza grande appetito perché la solitudine la rende anche un po’ anoressica.

Solitudine, sì - perché ama piacere agli uomini bianchi, ma in effetti non è che gli uomini bianchi la entusiasmino granché.

Le cose cambiano quando la natura reclama improvvisamente i suoi diritti e un bellissimo maliano piomba nel suo condominio e nel suo cuore. Come conquistarlo?

A colpi di ricette, quelle ricette tradizionali con cui è stata cresciuta nell’infanzia e nella prima giovinezza in Africa, dove le donne di forme morbide e generose sono ben più apprezzate delle tavole da surf. E così, tra gombo alla paprika, profitéroles di fagioli rossi e domba di macaibo avvia un programma di seduzione che la porta a riconquistare le sue radici e la sua identità africana, cambiando anche nel carattere.

Saranno tutte rose e fiori, dunque?

No, non necessariamente; perché, per restare in tema floreale, ogni rosa ha le sue spine…

 

L’autrice, nata e cresciuta nel Camerun, vive da tempo in Francia e scrive in lingua francese. 

“Come cucinarsi il marito all’africana” è uscito nel 2002 e tradotto in Italia nel 2004. Assolutamente deliziose le illustrazioni di Dominique Boll.

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