Elizabeth J. Howard - Gli anni della leggerezza - Recensione di Silvia Cioni

La saga dei Cazelet è una serie di quattro romanzi, pubblicati tra il 1990 e il 1995 in Inghilterra dalla scrittrice Elizabeth J. Howard, cui è poi seguito un quinto volume nel 2013. L’editore Fazi ha cominciato a tradurlo solo dal 2015. Ne esiste una serie televisiva, mai arrivata in Italia, e si racconta, pare, si dice, sembra che potrebbe essercene presto un’altra più completa.

Sta di fatto che al momento, qua in Italia, se non hai letto la saga dei Cazelet non sei nessuno.

La vicenda segue la storia di una ricca famiglia inglese, appunto i Cazelet, a partire dal 1937 e arrivando agli anni 60 del secolo scorso.

 

“Gli anni della leggerezza” è il primo volume, e buona parte del pur corposo romanzo (che passa le 600 pagine) è dedicato dunque a presentare i personaggi, che sono un buon numero.

Prima di tutto c’è la coppia dei due Cazelet capostipiti, soprannominati dalla famiglia il Generale e la Duchessa, nati negli anni 60 dell’Ottocento e ormai piuttosto anziani al momento in cui parte il libro, nel 1937. Nonostante l’età il Generale è un eccellente uomo d’affari e manda avanti una importante società di commercio di legname, anche se di come funziona la ditta viene detto veramente poco. Comunque al momento funziona bene e di soldi ce ne sono parecchi per tutta la famiglia.

Grazie anche a tutti quei soldi c’è (tra l’altro) una grande casa in campagna, gestita dai capostipiti  e organizzata nel più tradizionale dei modi inglesi con molta servitù, una stalla con cavalli (ma anche una rimessa con automobili, naturalmente), l’immancabile tè delle cinque, una cuoca di temperamento piuttosto iroso, svariati giardinieri che oltre al giardino badano all’orto…

Il Generale e la Duchessa hanno tre figli, ormai adulti e legatissimi tra loro. Ognuno è sposato,  uno di loro anzi ri-sposato, dopo essere rimasto vedovo. Questi matrimoni al momento hanno già prodotto un totale di di otto figli (in aumento già alla fine del primo romanzo) che nel 1937 hanno età che variano tra i sei e i quattordici anni. C’è poi una figlia nubile (capiremo presto perché, e questo aggiungerà un paio di ulteriori personaggi), ormai di 38 anni, che assiste devotamente i genitori e si occupa di gran parte dell’amministrazione della casa. 

Un comodissimo albero genealogico e una tabella della servitù aiutano egregiamente il lettore a sbrigarsi in quella che all’inizio, ma solo all’inizio, sembra una vera folla cui vanno aggiunti pure tre gatti e almeno un cane.

Ma ci sono anche altri personaggi in sottofondo: tale Chamberlain, capo del governo inglese, tale Hitler (non è nelle tavole esplicative, ma il lettore se lo ricorda senza difficoltà) e pure un tal Mussolini. Sono nell’ombra, dietro le quinte, ma hanno la loro importanza nella trama.

Ultimo personaggio, un po’ onnipresente ma mai apertamente nominato, è il Sesso - che pur avvolto in un’aura di impenetrabile mistero svolge il suo importante e assai invasivo ruolo, com’è inevitabile.

 

La vicenda inizia nell’estate del 1937, il giorno in cui tutta la famiglia si riunisce nella villa in campagna per le vacanze estive. Il racconto di quell’estate è dedicato soprattutto alla presentazione degli scenari e dei protagonisti.

L’estate del 1938 vive invece sotto l’ombra della guerra che si sta avvicinando a grandi passi e che sembra ormai inevitabile. Tutti cominciano a organizzarsi in vista del luttuoso evento (assistiamo perfino alla distribuzione delle prime maschere antigas) e i figli adulti dei Cazelet sono molto, molto preoccupati perché si ricordano bene cos’è stata l’ultima guerra, dove uno di loro ci ha anche rimesso una mano, e sanno che ci sono per loro buone probabilità di partecipare anche a quella che sembra stia per arrivare.

Per molti giorni tutti, nella grande villa, vivono col fiato sospeso ma cercando di non dar peso alla cosa, nel più classico degli stili inglesi. 

La conferenza di Monaco però risolverà (per il momento) la questione: la diplomazia europea è riuscita a fermare Hitler, e il romanzo si chiude in una bella nota di ottimismo che scalda il cuore dei protagonisti - ma non del lettore, che giù sa quel che succede dopo.

“La pace è stata raggiunta con onore” proclama la duchessa citando il comunicato di Chamberlain; ma dalle pagine sembra di sentire uscire la voce di Churchill nel suo celebre commento “Potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore, e avranno la guerra”, e il maggiore dei fratelli Cazelet, Hugh, commenta “Non vedo dove sia l’onore. Soprattutto per i cechi”.

 

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