Alice Basso - L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome - di Silvia Cioni

E’ il romanzo di esordio di una bella serie che conta ormai quattro volumi in tre anni (dopo “L’imprevedibile piano” sono arrivati “Scrivere è un mestiere pericoloso”,  “Non ditelo allo scrittore” e infine, ad Aprile di quest’anno, “La scrittrice del mistero”). 

La protagonista è Vani Sarca, giovane ma non troppo ghostwriter, ovvero una scrittrice-fantasma che lavora nell’ombra per un grande editore che grazie a lei riesce a cavarsi dalle più spinose situazioni: scrittori col blocco della scrittura, scrittori che non riescono a portare a termine il loro lavoro, scrittori che si sperdono all’interno di testi che non sanno più gestire…. con un’empatia davvero fuori dal comune, lavorando su indizi minimali, analizzando tracce impercettibili Vani riesce non solo ad imitare perfettamente il loro stile, ma anche a completare strutture, intrecci e persino interviste.

Questa raffinata empatia ha naturalmente il suo prezzo da pagare: Vani è una persona costretta a schermarsi il più possibile dal contatto con gli esseri umani, proprio perché riesce a sentirli troppo bene. Di fatto è all’apparenza misantropa, vede il minor numero di persone possibile, ha una vita sociale rasente allo zero e quasi tutti le stanno antipatici, anche o proprio perché riesce a capirli troppo bene. Abituata a vivere nell’ombra, ben trincerata dietro un’apparenza decisamente dark un po’ fuori dal tempo, Vani scivola nella vita senza quasi lasciare tracce e solo pochissimi eletti riescono a forare la sua corazza - finendo inevitabilmente per amarla alla follia (tranne il suo datore di lavoro, troppo occupato a scansarne le continue richieste di aumenti e gratifiche per un lavoro che in verità è impagabile  o comunque mai pagato abbastanza). 

Tra questi la giovanissima Morgana, giovanissima vicina di casa che sembra più una sorella gemella con quindici anni in meno che un’amica, e il tutt’altro che giovanissimo (ma a modo suo piuttosto affascinante) commissario Berganza, che la incrocia casualmente proprio nel primo libro nella soluzione di un caso piuttosto complicato finendo poi per prenderla come consulente  per gli interrogatori - perché l’empatia di Vani non si limita agli scrittori afflitti da difficoltà scrittorie, e non esiste nessuno che possa scampare ad un suo interrogatorio senza raccontare la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità.

Inizia così tra i due un corteggiamento piuttosto anomalo che comprende anche alcune lezioni di cucina (dove Vani, cuoca negata per definizione, si limita soprattutto a mangiare mentre Berganza cucina in modo impeccabile meravigliosi manicaretti) ma che viene occasionalmente ostacolato dall’unico ex di Vani che in quattro romanzi è riuscito ad aggirare le sue difese.

Ogni romanzo comprende dunque una o due sottotrame gialle non necessariamente violente, una sapiente parte di intreccio sentimentale brillante ma senza sbavature e due o tre sottotrame letterarie che ci presentano una galleria di scrittori tanto anomali quanto imprevedibili ma dall’apparenza davvero assai credibile, oltre a un cameo con le vicende di Morgana e dei suoi amici che trova sempre modo di incastrarsi dentro uno degli intrecci gialli.

Da questa struttura mista che consente all’autrice di tenere un ritmo ben serrato nascono dei romanzi che tengono sempre desta l’attenzione e il divertimento del lettore e di cui si fatica assai ad interrompere la lettura, anche perché la scrittura, nella sua apparente facilità, oltre che scorrevole è molto brillante.

 

Unico difetto: al momento sono soltanto quattro. Si spera che continuino ad aumentare.

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