Kathryn Stockett - The Help - di Silvia Cioni

Il romanzo è ambientato negli Stati Uniti agli inizi degli anni 60 - più esattamente nel Mississippi dove il tema della segregazione razziale e del separatismo tra bianchi e neri  era particolarmente sentito - all’alba della stagione in cui i diritti civili dei neri cominciavano ad essere rivendicati.

Attraverso le storie delle tre protagoniste, due nere e una bianca, viene esaminata una delle principali fratture della società dell’epoca: nonostante la segregazione e la dichiarata condizione di inferiorità in cui erano tenuti i neri, tutte le famiglie bianche infatti, anche le più estremiste, nonostante il loro conclamato razzismo, affidavano la gestione della casa e soprattutto la cura dei loro bianchissimi figlioletti, soprattutto nei loro primi anni di vita, alle domestiche nere che questi bambini finivano per equiparare a tutti gli effetti alle loro madri biologiche. Quanto alle madri bianche, per loro occuparsi “troppo” dei figli era ritenuto piuttosto sconveniente e per molti aspetti  dell’educazione della prole finivano inevitabilmente per affidarsi alle domestiche nere, per quanto “inferiori”.

Il fenomeno viene ritenuto meritevole di esame da parte di una ragazza bianca, Eugenia “Skeeter” Phelam, fresca di studi e intenzionata ad affermarsi come giornalista e scrittrice ignorando il ruolino di marcia che la tradizione locale prevede per lei e che la vorrebbe sposata il prima possibile.

Con molta pazienza, superando la paura, la diffidenza e il risentimento delle domestiche nere, Skeeter riesce a convincere due di loro, Minnie e Aibileen, a narrarle le loro esperienze ormai decennali come tate e balie tuttofare. Altre domestiche in seguito si aggregheranno fornendo le loro testimonianze e tratteggiando un quadro di contraddizioni laceranti ma anche di violenze, soprusi e prepotenze assurde, dove i sentimenti non solo delle domestiche ma anche dei bambini vengono sistematicamente scavalcate.

Da questo complesso mosaico Skeeter ricaverà infine un libro dove, nonostante i nomi e le circostanze alterati, alcuni dei personaggi finiranno per riconoscersi pur non potendolo dire pubblicamente e che diventerà un successo editoriale.

 

Il tema è drammatico e anche molti degli avvenimenti lo sono, ma le circostanze, le manovre di Skeeter e delle sue testimoni per comunicare in segreto senza destare sospetti, molte delle vicissitudini legate alla pubblicazione e soprattutto certe determinate circostanze esterne che impediscono di rendere pubblico lo scandalo rendono la narrazione brillante e divertente, oltre a far riflettere sui modelli culturali e femminili in cui tutte le donne protagoniste, bianche e nere senza distinzioni, si ritrovano imprigionate ben oltre il ragionevole.

 

Il libro è stato pubblicato nel 2009 e tradotto in Italia lo stesso anno da Mondadori. Nel 2011 ne è stato tratto un film.

 

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