Dal libro al film: Tragica Notte, di Mario Soldati (1942)

Proiezione in sala Meucci della biblioteca Ernesto Ragionieri di Sesto Fiorentino martedi 28 maggio ore 21:15 del film:

Tragica Notte

Anno: 1942 Durata: 80’ Origine: ITALIA Colore: B/N

Genere:DRAMMATICO

Regia di Mario Soldati

Tratto dal:romanzo "La trappola" di Delfino Cinelli

Produzione e distribuzione: SCALERA FILM

Cast: Doris Duranti, Giulio Battiferri, Dora Bini, Amelia Chellini, Daniele Danielli, Juan De Landa, Carlo Mariotti, Marco Monari Rocca, Adriano Rimoldi, Carlo Ninchi, Andrea Checchi

Sceneggiatura: Mario Soldati, Delfino Cinelli, Emilio Cecchi, Mario Bonfantini, Enzo Giachino, Lucio De Caro

Solo superficialmente fedele al libro di Cinelli, Tragica Notte è tuttavia ambientato nei luoghi del senese teatro della vicenda de La trappola e dà quindi modo di apprezzare le campagne, gli aridi calanchi, i botri e le boscaglie della val di Merse. Il cacciatore di frodo Pulce, nel film ribattezzato Nanni, dopo aver scontato in carcere un periodo di reclusione per la sua attività, aggredisce il guardiacaccia Stefano, responsabile di averlo denunciato. Quest’ultimo, allora, insinua che la moglie di Nanni durante la sua assenza abbia avuto una relazione con il conte (nel romanzo marchese) Paolo, proprietario della riserva di caccia. Nanni, accecato dalla gelosia, sembra cadere in un primo momento nella trappola…

Rispetto al libro, ritroviamo il triangolo marito-moglie-amante e la voglia di vendetta del guardiacaccia, ma a parte queste affinità, il film si discosta molto dal romanzo cinelliano: il personaggio del marito Pulce/Nanni è meno oscuro, tragico e selvaggio, il guardiacaccia Stefano nel film diventa uno Jago di bassa lega, lontano dalla dignità e dalla dirittura morale che traspariva dal personaggio letterario, il rapporto Armida-Paolo, essenziale nel romanzo, si stempera in un platonico flirt nella pellicola di Soldati.

Il conte/marchese Paolo e Nanni nel film sono descritti come amici fin dall’infanzia, compagni di battute di frodo nella riserva dei Martorelli, una licenza della sceneggiatura. Cinelli stesso, all’uscita del film, si lamentò di quanto si discostasse dall’originale, in un acceso dibattito sul rotocalco “Film”, benché lui stesso figurasse tra gli sceneggiatori.

Si apprezzano però i particolari del paesaggio toscano e i dettagli minuziosi dell’ambientazione: curatissimi interni di botteghe e abitazioni di paese, macchine agricole per la battitura del grano e oggetti che non sfigurerebbero in un museo della civiltà contadina, come le bardelle maremmane, i trabiccoli, la corriera che dalla città conduce al paese. Inoltre, interessanti come un documentario d’epoca sono le sequenze in cui ammiriamo i lungarni fiorentini, con i ponti non ancora bombardati dai tedeschi, gli scorci di botteghe, piazze e vie, certe sequenze notturne, con le ombre inquietanti del bianco e nero, i paesaggi e l’accurata descrizione di un’epoca e della civiltà urbana e contadina dei primi del Novecento.

Si aggiunge, come nota di colore locale, che la protagonista Doris Duranti è ribattezzata “Dori” nei titoli di testa, forse in ossequio all’autarchia linguistica del periodo fascista, probabilmente “Doris” aveva un sapore un po’ troppo anglosassone.

L'iniziativa è svolta in collaborazione con Florence Art Edizioni.

L'ingresso è libero

 

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