La porta rossa, di Barbara Carraresi - Recensione di Sara Renda

La porta rossa, di Barbara Carraresi...due ore per leggerlo, molte di più per riflettere su un testo breve, agile, scorrevole ma in realtà denso, profondo, a tratti duro, perché obbliga al confronto con il male e col dolore. Barbara è un'autrice sorridente, una bella e garbata signora, capace però di affondare senza pietà il coltello della sua ben articolata scrittura nelle pieghe più profonde del nostro animo, nelle nostre paure spesso negate o volutamente ignorate. Non è però disperazione quella che rimane dopo la lettura, ma la consapevolezza della nostra umanità, del fatto che è il contatto con gli altri, persone amate o a volte sconosciute, a salvarci, a darci la seconda possibilità che quasi sempre ci viene concessa dal nostro destino. Marta e Camilla ci accompagnano in questo viaggio nel labirinto del dolore, illuminandoci la via e indicando la via d'uscita, il futuro da vivere in modo più maturo, crescendo nella consapevolezza e sapendo amare anche le nostre debolezze, che fanno parte di noi e ci rendono unici e preziosi.

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