Jonathan Drori - Il giro del mondo in 80 alberi - Recensione di Silvia Cioni

Questo è un classico libro per tutti, senza distinzioni di sesso, età, religione, cittadinanza o etnia.

Non sapete nulla sugli alberi?

Questo libro vi insegnerà un sacco di cose.

CREDETE di sapere tutto sugli alberi?

Non ne saprete mai abbastanza da non poterci imparare qualcosa.

Non ve ne frega niente degli alberi?

Leggendolo scoprirete che ve ne frega parecchio, invece. La nostra vita, la nostra storia come individui, come specie e come esseri viventi è sempre costellata da alberi. Anche se siete cittadini fino al midollo e riconoscete solo l’albero di Natale quando lo vedete addobbato.

Vi piace leggere?

È pieno di storie avvincenti e ricche di colpi di scena.

Non vi piace leggere?

Ci sono un sacco di disegni bellissimi (ad opera della bravissima Lucille Clerc) di alberi, particolari di alberi, animali e paesaggi e oggetti collegati agli alberi. Più disegni che testo, in effetti.

Vi piacciono le storie piene di personaggi ben delineati?

Qui abbiamo 80 solidi personaggi, un po’ legnosi ma pieni di risvolti imprevisti.

Siete curiosi?

Questo libro è perfetto per voi.

Non siete curiosi?

Allora, invece di perdere tempo con questo bellissimo libro andate a farvi registrare dal Guinness dei primati, perché siete senz’altro un caso unico nella storia dell’umanità.

L’autore segue il viaggio di Phileas Fogg ne “Il giro del mondo in 80 giorni”, partendo dalla Gran Bretagna e arrivando fino al Canada, un albero per ogni paese, e non sempre nel paese che pensereste di attribuirgli, perché anche gli alberi hanno una loro storia e non camminano solo nei romanzi di Tolkien.

Se siete di quelli che pensano che dagli alberi si ricava solo legname combustibile e da mobili e frutta, questo libro allargherà di molto le vostre vedute insegnandovi come dagli alberi si ricavino anche semi, cortecce, fiori ornamentali, resine, lattici pregiati, linfe zuccherine, cibo per capre, carboidrati, foglie da tetto, palle e palloni, gondole, violini, pali per tende, carta, stoffe, medicinali, veleni (che c’è di strano? Ci sono un sacco di circostanze in cui un buon veleno a portata di mano può rivelarsi utilissimo), spezie, incensi, profumi e un’infinità dei più svariati oggetti compresi i calamai quando si scriveva ancora con le penne d’oca. Inoltre gli alberi influiscono sul clima, configurano il paesaggio, depurano l’atmosfera delle città, influiscono sul ciclo vitale di tante specie viventi a due, quattro e sei zampe (o anche senza zampe, com’è il caso delle muffe) e di moltissime piante, fondano religioni, avviano grandiosi imperi commerciali, sono soggetti alle mode, aggregano comunità, forniscono bandiere e simboli nazionali, propiziano gli dei, favoriscono la meditazione e costituiscono una importante fonte storica non soltanto per il clima.

Ognuno di questi 80 alberi ha una storia importante da raccontare e spesso anche una leggenda. Molti di questi alberi hanno influito sulla storia dell’umanità, ma parecchi hanno partecipato anche a quella (lunghissima) parte della storia di quando l’umanità non c’era ancora. Di alcuni conosciamo solo i nipotini addomesticati dall’uomo, ma altri hanno visto i dinosauri e ospitavano i nostri antenati quando avevano ancora quattro arti prensili.

Ogni albero ha il suo percorso,  e contribuisce attivamente al suo ecosistema interagendo con muffe, insetti, volatili vari, animali piccoli e grandi e perfino con animali di allevamento. Ogni albero ha elaborato un complicato equilibrio di sopravvivenza studiando le sue difese e i suoi alleati ed elaborando strategie di riproduzione a volte davvero complesse.

 

Il linguaggio dell’autore è preciso e anche tecnico, ma molto scorrevole e i disegni sono di grande aiuto. Il lettore può limitarsi a fare un giro del mondo in poltrona ma anche avviare qualche studio grazie a una ricca bibliografia e scoprire, consultando l’apposito sito ortobotanicoitalia.it, che molti di questi maestosi vegetali sono in qualche orto botanico a pochi passi da casa sua.

 

Il libro è stato pubblicato in Italia alla fine del 2018, per la casa editrice L’ippocampo.

 

 

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