Elizabeth J. Howard - Allontanarsi - Recensione di Silvia Cioni

Il quarto volume della storia dei Cazalet apre i battenti nel Luglio 1945. 

La guerra è ormai quasi finita, anche se qua e là si continua a combattere, ma le uova in polvere, la margarina e le razioni alimentari continuano a imperversare e benzina, gasolio e carbone sono ancora un miraggio lontano. A sorpresa, scopriamo che per gli inglesi vincitori i primi anni del dopoguerra sono stati più duri che nell’Italia sconfitta e sconvolta dalla guerra civile. Nemmeno i soldi dei Cazalet riescono a portare in tavola burro, latte e uova fresche con regolarità, la servitù diventa sempre più difficile da rimpiazzare, l’irascibile cuoca, l’abile istitutrice e l’infaticabile governante, autentiche colonne portanti per la famiglia Cazalet cominciano ad accusare i segni dell’età con sempre maggior evidenza mentre i giovani scalpitano irrequieti in cerca del loro posto nel mondo e impelagandosi nelle situazioni più intricate. 

C’è la gestione della ditta di famiglia da riprendere in mano, visto che ormai non se ne può più occupare il Generale (che infatti muore nel corso del romanzo). Ci sono nuove case da organizzare, ora che finalmente le circostanze permettono di uscire dal cerchio incantato della villa di famiglia dove tutti si erano rifugiati durante il conflitto.

Chi era stato dato per disperso ritorna, a sorpresa, ed è ufficialmente accolto con grande gioia ma gli anni dell’assenza hanno lasciato un segno profondo e quello che era stato un matrimonio con qualche zona d’ombra ma fondato su una profonda passione sembra all’inizio solo un pallido fantasma di quello che era prima della guerra.

Chi ha tenuto per anni il piede in due scarpe è costretto infine a rendere conto delle promesse fatte e di quelle violate, e non sarà possibile farlo senza causare gravi danni. 

Chi ha aspettato la fine della guerra per vivere alfine il suo sogno d’amore si accorge che nel frattempo si è invischiato, e parecchio, con cose che col suo sogno d’amore sono in aperto contrasto.

Chi si è ritagliato con cura un bel ruolo amicale e un po’ paterno finisce per accorgersi che si è messo nei pasticci da solo.

Chi è giovane e inesperto e ha cominciato ad aprire le sue ali scopre che gliele stanno tagliando.

E via di questo passo.

Piano piano naturalmente le cose si sistemano, bene o male che sia, perché devono pure sistemarsi in qualche modo - soltanto che mostrano la curiosa tendenza a sistemarsi in modi decisamente imprevisti: la guerra è finita, il mondo è cambiato ma soprattutto, negli anni compressi e irreali della guerra, sono cambiati i protagonisti e niente può più essere davvero come prima.

Via via che si avvicina la fine del romanzo però tutto si ricompone, per quanto a modo suo. Chi è stato vicino talvolta si allontana, ma più spesso i vecchi rapporti, pur cambiando aspetto, resistono e nelle ultime pagine si ha l’impressione che alla fine tutti i Cazalet e i loro numerosi satelliti abbiano alfine trovato la loro strada e il loro posto nel mondo e che anche i nuovi arrivati dell’ultima generazione comincino a far intravedere la loro vera personalità.

Con una bella bordata di matrimoni e decisioni all’apparenza definitive il romanzo e la saga si chiudono insieme sull’autunno del 1947, lasciando il lettore con la serena convinzione che tutto, in un modo o nell’altro, si sia concluso nel modo più valido e che quasi tutti abbiano avuto il lieto fine che gli spettava di diritto.


 

Immagine in prima pagina
Tipo di attività