Stefano Benni, Cari Mostri - recensione di Silvia Cioni

Chi sono i mostri? Dobbiamo averne paura? Sono con noi o dentro di noi? Sono entità del mondo in cui viviamo o provengono da altre dimensioni? Siamo in grado di riconoscerle subito dal loro aspetto mostruoso oppure possono nascondersi dietro le apparenze più innocue? Sono entità di estrema potenza contro cui è inutile combattere oppure possiamo affrontarli e anche sconfiggerli? Ma soprattutto: che garanzie abbiamo di non essere noi stessi mostri? 

E poi: la loro vita è facile e bastano a loro stessi, o soffrono anche loro i rovesci di fortuna più o meno occasionali? Possiamo parlare di “vita” comunemente intesa anche per i mostri o si tratta di entità che esistono secondo metri e modalità diverse dalle nostre?

A queste e a molte altre domande risponde (o forse non risponde) questa deliziosa raccolta di 25 racconti di  varia forma e lunghezza dove Stefano Benni, con la consueta e pensosa leggerezza che da sempre caratterizza la sua particolarissima scrittura esplora una grande varietà di forme, stili, possibilità e mostri.

Abbiamo mostri che raccontano la loro vita e le loro angosce quotidiane (ché certo la vita di un mostro non può essere sempre tutta rose e fiori); mostri di stampo più classico che si fanno riconoscere solo alla fine e sotto le spoglie più improbabili e inimmaginabili; mostri giustizieri che ci liberano da individui all’apparenza normali ma, alla prova dei fatti, si rivelano ben più mostruosi di loro; creature dall’apparenza adorabile ma caratterizzate da una mostruosa determinazione che le porta a scelte assai inquietanti; classicissime fiabe che nascondono risvolti tutt’altro che scontati; mostri di stampo classico che finiscono per divorare la loro fonte di nutrimento; mostri che rifiutano di arrendersi al mostruoso sistema economico che minaccia di tagliare i fondi che nutrono gli aspetti più importanti della vita (la “nostra” vita, quella delle persone normali? O la loro vita? Chissà…); mostri che hanno scelto da sempre il Lato Oscuro della Forza, che talvolta non si rivela poi tanto oscuro; e poi mostri che si ritrovano fregati dalla loro stessa mostruosità, mostri buoni, mostri che riescono finalmente a raggiungere i loro cari, mostri che intrappolano con la loro presenza o, ancor più insidiosamente, con la loro assenza, mostri che riescono a intrappolare altri mostri nei loro stessi complotti, mostri sconfitti dal coraggio e dall’innocenza, mostri nascosti nei ricordi più normali, mostri che fanno giustizia di esseri all’apparenza normale ma ben più mostruosi di loro, mostri talmente mostruosi che non possono essere evocati nemmeno attraverso una metafora, mostri che si ritrovano disarmati davanti alle insidie del mondo moderno, mostri che è molto meglio lasciar stare lì dove sono senza tirargli in alcun modo la coda. E tutto questo apparato mostruoso viene descritto con mostruosa abilità attraverso le più varie forme di narrazione: la fiaba, il rapporto di polizia, il racconto poliziesco, l’autobiografia, il monologo drammatico, il noir, il thriller, il racconto a cornice di stampo vittoriano, il racconto dell’orrore (ovviamente!) scompaginando i registri linguistici e sempre con finali rigorosamente a sorpresa.

Ne viene fuori un fuoco d’artificio di pezzi di bravura e di magistrali  esercizi di stile, come quelli ai quali Benni ci ha abituato, come sempre in una prosa insieme scorrevole e brillante, dove non mancano le pagine cariche di tensione né i momenti di paura ma dove abbondano anche i più vari tipi di umorismo, non solo nero, dove emerge una grande abbondanza di spunti di riflessione e dove il carico, anche pesante, delle storie multistrato è sempre esposto con una chiarezza che non viene mai sacrificata allo stile.

Un perfetto libro da comodino, dove i vari formati permettono di scegliere la storia più indicata per il tempo che si ha a disposizione e dove ogni racconto ha un gusto diverso ma è sempre raccontato con indubbia abilità narrativa. Il quadro che si compone alla fine della lettura rende giustizia alle infinite sfumature e complicanze che la vita di tutti i giorni racchiude.

Consigliato per tutte le età sopra i dieci anni e per tutte le stagioni.

 

Cari mostri è stato pubblicato nel 2015 e per il momento è l’ultima raccolta di racconti di Benni.

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