Caroline Criado Perez - Invisibili. Come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo. Dati alla mano. - Recensione di Silvia Cioni

Il libro si basa su un’apparente assurdità. 

Davvero le donne sono invisibili? Ma suvvia! Chi potrebbe sostenere una sciocchezza del genere?

Davvero nessuno nasconde le donne, o le ignora. E come potrebbe? Metà della popolazione mondiale è composta da donne! 

Donne, donne ovunque; sulle copertine delle riviste, sui manifesti pubblicitari, in televisione, ai dibattiti, per la strada, nei negozi. Nessuno limita i loro movimenti, nessuno nega la loro presenza, nessuno le ignora, almeno nel nostro prospero mondo occidentale. Forse, chissà, in qualche remota contrada del mondo, ma qui?

E d’altra parte, perché dovremmo occuparci specificamente delle donne? Salvo quando partoriscono, si capisce. Ma per il resto, i problemi delle donne sono i problemi di tutta l’umanità. Non c’è uno specifico rapporto delle donne con l’ambiente, con la politica, con la guerra, con i trasporti pubblici, con l’alimentazione, con la medicina, con il tempo libero: al massimo qualche piccolo gap in alcune professioni dove non si sono ancora pienamente affermate. Donne e uomini condividono le stesse strade, gli stessi autobus, le stesse televisioni, gli stessi cibi, le stesse cure mediche… Un’appendicite è un’appendicite, senza distinzione di genere. Un infarto è un infarto, certamente non esiste un infarto maschile o un infarto femminile.

Oppure sì?

 

Il libro studia i dati - tonnellate di dati sulle più varie tematiche. E segnala come molti di questi dati troppo spesso non siano divisi per sesso. Anche nella ricerca medica.

Le donne sono più soggette ad alcune malattie e meno ad altre. Le donne hanno spesso sintomatologie diverse (proprio nell’infarto, tanto per fare un esempio). Le donne reagiscono in modo diverso a certe medicine. Le donne hanno un metabolismo diverso da quello degli uomini. Ma non sempre le sperimentazioni mediche ne tengono conto e i campioni su cui vengono sperimentati farmaci non legati alla gravidanza spesso non sono divisi e analizzati per sesso, con risultati a volte imprevedibili.

Le donne non hanno una moglie, intesa come creatura dedita naturalmente ai lavori di cura della famiglia, della casa, degli anziani. Le donne hanno una giornata lavorativa più lunga e minor tempo libero perché spesso svolgono il “secondo lavoro” di cura - del marito, dei figli, dei genitori.

Le donne hanno itinerari più contorti legati a questo secondo lavoro di cura, che mal si conciliano con gli orari di lavoro “normali”. Le donne fanno tragitti “strani” che comprendono le scuole dove portare e ritirare i figli, la spesa da fare, nipotini da badare, genitori da assistere… tragitti di cui le reti di trasporto urbano non tengono conto, perché sono studiate per collegare le abitazioni con le zone lavorative mentre i tragitti delle donne si estendono come ragnatele - e di conseguenza le donne camminano di più a piedi. Certo, è tutta salute guadagnata perché un po’ di movimento fa bene… forse.

Le donne che si riproducono hanno anni in cui lavorare è molto complicato, anni in cui devono sospendere l’attività (e smettere di maturare contributi per la pensione) o prendere il part-time (e guadagnare meno e maturare minori contributi).

Le donne hanno dimensioni in media un po’ diverse da quelle degli uomini ma le divise, le coperture di sicurezza e gli strumenti da maneggiare sono spesso tarate sulle dimensioni medie… normali, considerando il maschio la norma e la femmina una variante - e basta maneggiare un palo da flebo per rendersene conto.

Le donne hanno una scarsa rappresentanza in politica, e questo impedisce alla maggior parte di governi e giunte di porsi una serie di problematiche di cui, semplicemente, non sono a conoscenza.

La somma di queste piccole incongruenze, dimenticanze, intralci e incomodi porta spesso a conseguenze piuttosto massicce, come il proverbiale uragano causato dal battere di ali di farfalle all’altro capo del pianeta.

E, a proposito dell’altro capo del pianeta, come mai i programmi per incentivare l’economia nei paesi in via di sviluppo tanto spesso non funzionano, anche quando i soldi sono gestiti con rigorosa onestà e il piano è studiato con grande scrupolo… da uomini ben intenzionati che spesso nemmen con gli uomini destinatari del piano han parlato, e figuriamoci con le donne?

Non sarà che…

In una girandola di dati, di segnalazione di mancanza di dati e di sorprese che si succedono di capitolo in capitolo si finisce per guardare con occhi nuovi anche le più apparentemente innocenti attrezzature che ci circondano, dalla fermata del tram al flacone delle pillole contraccettive all’impianto di riscaldamento dell’ufficio… alla tanto deprecata istituzione delle quote rose, che in effetti dimostra di avere un suo perché.

Consigliato, in assoluta parità, a uomini e donne, in particolare a tutt* coloro che hanno un qualsiasi incarico di amministrazione - che sia il frigo di casa o di un qualsivoglia ente territoriale: e a tutte le nuove generazioni, perché riflettano sulla superficialità di cui tanti errori sono figli.


 

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