Igort - Quaderni giapponesi - Recensione di Silvia Cioni

1 - Un viaggio nell’impero dei segni

2 - Il vagabondo del manga

 

“Questo libro racconta l’inseguimento di un sogno, e la resa davanti all’evidenza che i sogni non li si può afferrare”.

Il sogno da sempre inseguito per il grande disegnatore e fumettista francese Igort è il Giappone, o meglio l’essenza del Giappone “scrigno dei desideri e paradiso dei disegnatori”, paese sempre mutevole e spesso incomprensibile, a lungo inseguito e molto spesso raggiunto, anche per tratti di tempo piuttosto lunghi. 

Il primo dei Quaderni Giapponesi - due splendidi e grandi volumi, riccamente disegnati a volte con tratto occidentale, molto spesso alla maniera giapponese dei più vari periodi storici, in un tripudio di stili e di colori - racconta il soggiorno più lungo di Igort in quel paese - un anno trascorso lì con un contratto della casa editrice Kodansha (notissima a tutti gli appassionati di manga dell’universo) e il suo tentativo di immergersi completamente in quello strano e fascinoso paese che è quasi un mondo a sé. 

Ci sono capitoli dedicati a  tratti particolari della cultura giapponese, come i crisantemi, i lottatori di sumo o i burakumin (gruppo sociale di “intoccabili” per complesse questioni storiche ma soprattutto per abitudine); a personaggi famosi, come gli scrittori Mishima e Tanizaki, maestri del cinema come Miyazaki o disegnatori moderni celebri come Taniguchi, Tanaka o Go Nagai, ma anche a personaggi cosiddetti “minori”, come i registi di film di serie B degli anni 60 ormai dimenticati; a storie di propaganda di guerra come “Brillo, il piccolo soldato” o ai più celebri samurai e al loro percorso spirituale e filosofico. Ma seguiamo anche lo studio e le ricerche tecniche che Igort insegue cercando di catturare i colori e i tratti più tipici dei grandi disegnatori del passato e del presente: lo studio sulla riproduzione grafica di occhi e nasi, il corso di calligrafia, il lavoro alla Kodansha e le discussioni con gli editor, la nascita dei vari episodi della storia del piccolo astronauta Yuri, che è il manga che ha pubblicato in Giappone e che ha avuto un grande successo, il processo di adattamento del lavoro alle richieste dei lettori, la “prova di forza” cui a un certo punto la Kodansha decise di sottoporlo e che assomiglia in tutto e per tutto a quelle prove di resistenza estrema che gli allenatori negli anime impongono spesso ai protagonisti per saggiarne la forza di volontà - fino a giungere a un finale in diminuendo dove la proprietaria di un negozio di dolci svela a Igort la verità: in un tempo passato, in una delle sue incarnazioni, Igort è già stato un giapponese.

 

Il secondo volume è invece dedicato a una sorta di pellegrinaggio in Giappone fatto da Igort molti anni dopo sulle tracce del “Libro dei Cinque Anelli”,  manuale di combattimento spirituale composto da Miyamoto Musashi (il più grande ronin di tutti i tempi, vissuto tra sedicesimo e diciassettesimo secolo) dedicato ai cinque elementi: terra, acqua, fuoco, aria e vuoto, dove la parte riservata al fuoco è dedicata a Hiroshima, la città fantasma.

Il silenzio può essere un punto di arrivo in un percorso spirituale, ma anche il punto in cui si rimane intrappolati senza riuscire ad andare avanti: e con il vuoto e il silenzio arrivano i capitoli dedicati ad alcuni degli aspetti più nuovi e più sconcertanti della società giapponese - come gli hikikomori, i giovani che decidono di “sparire” isolandosi dalla società, o “Love Plus”, l’applicazione della fidanzata virtuale - ma anche la cabina telefonica che non è collegata con niente dove gli abitanti superstiti di Otsuchi, la cittadina devastata dal terremoto e dallo tsunami del 2012, possono parlare con i loro morti.

Il finale, come un’appendice, è dedicato all’ultimo struggente incontro tra Igort e il maestro Taniguchi.

I due grandi albi sono in formato A4. Il primo è stato pubblicato nel 2015 dalla Fandango - Coconino Press, il secondo nel 2017 dalla Oblomov. Consigliatissimo a chiunque abbia un pur minimo interesse per le arti grafiche e/o per il multiverso giapponese.


 

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